Aleggia nello studio televisivo un po’ di sconcerto….

Qui potete vedere che con una spesa irrisoria (joystick wireless della console Nintendo Wii), un pò di hardware hacking e il softwarino disponibile sul sito, si riesce ad mettere insieme un visorino tridimensionale niente male:

Ho spostato la sim, cosi ci sentiamo meno soli, stamattina ho visto un buco nella grid e subito mi ci sono piazzato dentro.
http://www.osgrid.org/opensim/twitchmap.php
Le coordinate sono 9999,10001 proprio al centro della mappa.
Dovete per raggiungerci risettare (due volte altrimenti non lo prende) nel sito di osgrid, dopo aver effettuato il login la start location scegliendo ‘Post Human Lab’.
Siamo comunque la land confinante di ‘wrigth plaza’, dove i neonati di osgrid arrivano di default. Basta seguire i vialetti verso NW per trovarci.
Ci vediamo li.
Gia’ che c’ero ho aggiornato il simulatore all’ultima versione (instabile) e funzionano i teleport!!!!! con questo accrocchio: basta aprire map, cliccare una volta sul pallino giallo del nostro avatar in map, e aspettare da 10 a 20 secondi sinché non compaiono le regioni adiacenti, a questo punto possiamo ‘teleportarci in un altra land con un doppio clic.

Oggi pomeriggio Carlos mi ha portato nel Nuovo Mondo. Un’esperienza strana e straniante. Due avatar quasi uguali, basic, pantaloni rossi e maglietta grigia, capelli corti da marine il maschietto, corti e lisci da novizia la femminuccia. No frills. Nulla degli avatar fighetti che ci facciamo in SL.
E intorno solo una landa verdolina, piatta e vuota a perdita d’occhio, se si esclude qualche cubo, un tavolo e quattro sedie, delle pareti colorate a mezz’aria, un’accenno di torre. Tutto da esplorare, tutto da scoprire. Mi sono sentita all’inizio di un’era. E’ così che si sentivano gli esploratori del cinquecento? Ma qui non ci sono indiani e indios da sterminare, popolazioni da catechizzare, ricchezze da sfruttare.
“Cosa ci si fa qui?” Chiedo. “Si crea, si costruisce, si inventa. Senza il giogo di un padrone”. E’ il mondo nuovo, tutte le possibilità sono lì, basta coglierle. La pena per aver voluto rubare il fuoco agli dei è, però, la solitudine. Siamo solo noi pionieri laggiù.
Soli. Dentro al Mondo Nuovo. Io mi sono sentita così.

Amici,
vi invito ad interloquire (in inglese soltanto, per ora) con il mio clone online:
Egli nella sua esistenza puramente virtuale e software mi sostituirà in tutto per tutto quando il mio picchiatasti è occupato in RL. Vi invito a segnalarmi eventuali malfunzionamenti e dichiarazioni che lui spara fuori non in linea con la mia personalità.

Nell ascensore sono in tre, un Tedesco, un Japonese e un Sardo (spero che non si offenda nessun nazionalista), ad un certo punto, streeeEankhhH la cabina si blocca tra un piano e l’altro.
Il Tedesco, calmissimo: niente paura, il supercellulare incorporato nel mio orologio ha gia avvisato l’assistenza tecnica, tramite posizionatore GPS sanno esattamente dove siamo, ci tireranno fuori in men che non si dica.
Passa un attimo, l’orologio trilla una melodia stereopolifonica e i soccorsi confermano di essere in viaggio, ma di non poter arrivare prima di un ora.
Si sente un cicalino e il Japonese poggia un dito sull’orecchio destro: Ninte paura, il sensore biometrico implementato nel mio indice, sta gia comunicando con il palmare sarcazzo ver.2.0 all’interno del lobo, e sta ricevendo le istruzioni per sbloccare la cabina. Il mio dito a breve le proiettera sul muro. Prima ancora dell’arrivo dei soccorsi sapremo come uscire autonomamente. Bastano 10 minuti e si materializzera’ l’immagine.
Il Sardo, con la mano velocemente si tappa il naso, si ode uno rombo pazzesco simile ad una scorreggia ma molto piu forte: aehm, niente paura, sto guardando su youtube un metodo per abbandonare la cabina …..

Come riporta un articolo del Corriere della Sera di oggi, presto avremo delle lenti a contatto super tecnologiche che ci permetterano di:
A quel punto ci sarà un corto circuito tra prima e seconda vita alla vista del singolo e di tutti quelli intorno che indossano lo stesso tipo di lenti. Le due dimensioni di vita potranno sovrapporsi, gli avatar saranno umani, gli umani saranno avatar….

In un mio gironzolare per lidi second-ari mi sono imbattuta in uno strano avatar (ma che vuol dire poi strano in SL?) di nome California Republic, taggato Pot human transition. Incuriositi entrambi (io avevo Post human lab in testa) abbiamo chiacchierato per un po’ di autostoppisti galattici, ci siamo consigliati buoni ristoranti alla fine dell’universo e aggiornati sugli avvisi nelle bacheche, non si sa mai. Perchè vi racconto tutto questo? Per mettervi a parte del fatto che non siamo soli nel Secondo Mondo. I nostri cubi sono di gran lunga migliori, ma altri post-humani abitano SL il gruppo è Posthuman transition Chao, Chaos (180,55) -devo dire nome molto evocativo di pirandelliana memoria- ma posto deludente. Robert Pepperell è il loro vate e ci hanno regalato il Posthuman Manifesto.

Ok come promesso, vi guido passo passo alla costruzione del simulatore.
Lo so che il vostro sogno e’ sempre stato quello di possedere un isola tutta vostra. Pochi clic e vi sentirete dei novelli Robinson Crusoe’
1) recuperiamo il software. click qui e lo dezippiamo su una cartella

(inutile dirvi che per dezippare vi serve questo ).

2) dentro la cartella del punto (1) troviamo una cartella bin che apriamo con un doppio clic
3) individuiamo un icona con scritto OpenSim e ci facciamo sopra un altro doppio clic

4) si apre una finestra nera piena di messaggi colorati, che naturalmente non leggiamo, ma premiamo invio (quattro o cinque volte) alle domande che ci pone ….

Si pianta con un errore irreversibile di windows e ci propone di segnalare a microsoft il problema, (e’ normale lo fanno tutti i programmi la prima volta)
5) non demordiamo e lo rilanciamo un altra volta, sinche non compare un rassicurante messaggio: ‘Starting complete, serving 1 region’
6) ora l’isola e’ pronta non resta che collegarci, dobbiamo usare il programma ‘secondlife‘
va pero lanciato da riga di commando, usando il pulsante start di windows (quello in basso a sinistra dello schermo) , premiamo col mouse sulla scritta esegui, ci scriviamo dentro questo:
C:\Programmi\SecondLife\SecondLife.exe -multiple -loginuri http://127.0.0.1:9000
premiamo OK
Parte secondlife: nome: test cognome: user password: test
connect
La prossima puntata vi insegnero come aggiungerla sulla grid osgrid
Dove ho gia piazzato un isola dal nome Post Human Lab
ogniuno di noi potra naturlmente inserire la propria isola battezzandola come meglio crede, esistono gia ‘Laima’, ‘Begonia’ … sara’ un caso?

Questo incredibile prodotto taiwanese ha tutta la potenza per supportare il primo terminale Second Life portatile: banda larga (WiMax), grafica, CPU e sistema operativo (GNU/Linux).
Se me ne comprate uno, posso dedicarmi a compilare uno speciale client SL che sfrutti le sue capacità.

Stamattina leggevo le recensioni dei libri sul giornale, quando mi imbatto in quella di Galimberti ad un volume di Del Soldà su Platone e la politica e scopro (Andross tanto non ci legge posso spararla!) che Platone frequenta SL.
Qui ci si riferisce alla politica d’accordo, ma non vi suonano familiari nei tanti discorsi oziosi fatti ad Adrift e dintorni, le frasi del Nostro citate da Galimberti come: “trattiamo il mondo sociale come lo sfondo inerte della nostra commedia dove ciascuno di noi ‘è in disaccordo con se stesso e, sdoppiato, è incapace di costruire una sua unità’?
Il termine persona, dice Galimberti, per noi deriva da ‘per se unum’ mentre in greco si dice ‘prosopos’ che significa ‘chi mi sta di fronte’. Chissà come si dice avatar, e come si dice humani!
La recensione si conclude con l’invito ad ‘enucleare da Platone la vera essenza della politica che è superamento dell’io e bella armonia tra eros e logos, tra amicizia e razionalità’. Ma non è così anche l’essenza, (una delle essenze d’accordo), di SL?

Gli oristanesi, prendendo la cosa per una carnevalata quando hanno visto il gioco diventare serio si sono tirati indietro.
Ma la macchina c’e’ e funziona perfettamente. Qualunque umano puo trasformarsi in pochi passi in avatar. Ma non solo, si puo andare oltre ogni immaginazione, chiunque potra, seguendo dei semplici passi, mettere su un simulatore sul proprio pc di casa.
Una volta in rete, vi insegnero a collegarlo ad altri simulatori sparsi per il mondo. Creare una vostra stanza virtuale con pubblico accesso. Una rete di simulatori dove finalmente staccarvi del tutto dal vostro ‘mondo concreto’.
Non e’ un segreto industriale, ho deciso di rivelare le specifiche e fornivi una guida passo passo alla autocostruzione.
Cominciamo con gli ingredienti:
Cominciate col consultare questa pagina web http://www.opensimulator.org, si lo so, per chi non mastica l’inglese informatico e’ ostrogoto, ma la ho spulciata io per voi.
Ho spianato la mia opensim che stamattina aveva questo aspetto:
Le prossime puntate vi spieghero come farla vivere sul vostro pc.
per raggiungerla potete lanciare il client secondlife con questi parametri ( -multiple -loginuri -http://cyberlandia.homelinux.net:9000 ) il parametro -multiple e’ ben conosciuto da chi usa piu avatar, permette di lanciare sessioni contemporanee del client secondlife senza uscire ogni volta dal simulatore. il parametro -loginuri, dirotta il client secondlife, facendolo puntare su un server diverso dai Linden.

Vi fareste fare una carezza da una generica mano robotica ?
Inoltre, sapendo che il robot ha dei sofisticati sensori del tatto, visto che riesce ad avvitare dolcemente un bullone, o giocare con un uovo fresco, lo fareste?
Se vi emoziona prendere per mano un umano, vi emozionerebbe prendere per mano un robot?
Oppure la protesi robotica del braccio di un umano ?

Vi interessa un museo virtuale? I miei amici humani ci hanno lavorato per 2 anni, è in corso anche una tesi in SL, martedì 8 gennaio alle 17 e 30 si inaugura la nuova sala del Museo Nazionale Romano alle Terme di Diocleziano a Roma. Si tratta di una nuova installazione di realtà virtuale multi-utente realizzata dal Virtual Heritage Lab del CNR dell’Istituto per le Tecnologie Applicate ai Beni Culturali, sulla fedele ricostruzione della antica via Flaminia, che collegava Roma a Rimini. L’applicazione fa uso di strumenti di rilievo archeologico e ricostruzione del paesaggio storico.
Si può avere un’idea complessiva del progetto qui
http://www.vhlab.itabc.cnr.it/flaminia
Invito è qui invito_museo_virtuale1.pdf