Oggi pomeriggio Carlos mi ha portato nel Nuovo Mondo. Un’esperienza strana e straniante. Due avatar quasi uguali, basic, pantaloni rossi e maglietta grigia, capelli corti da marine il maschietto, corti e lisci da novizia la femminuccia. No frills. Nulla degli avatar fighetti che ci facciamo in SL.
E intorno solo una landa verdolina, piatta e vuota a perdita d’occhio, se si esclude qualche cubo, un tavolo e quattro sedie, delle pareti colorate a mezz’aria, un’accenno di torre. Tutto da esplorare, tutto da scoprire. Mi sono sentita all’inizio di un’era. E’ così che si sentivano gli esploratori del cinquecento? Ma qui non ci sono indiani e indios da sterminare, popolazioni da catechizzare, ricchezze da sfruttare.
“Cosa ci si fa qui?” Chiedo. “Si crea, si costruisce, si inventa. Senza il giogo di un padrone”. E’ il mondo nuovo, tutte le possibilità sono lì, basta coglierle. La pena per aver voluto rubare il fuoco agli dei è, però, la solitudine. Siamo solo noi pionieri laggiù.
Soli. Dentro al Mondo Nuovo. Io mi sono sentita così.

