
Non ce la faccio a non scrivere un augurio per l’8 marzo! Chi ce l’ha in odio mi perdoni. Stamattina leggendo, come ogni sabato, l’almanacco dei libri, mi imbatto in un’intervista allo scrittore somalo Nuruddin Farah che, nel suo nuovo romanzo, “affronta l’universo femminile, i tesori e i doni di quella che chiama ‘donnità’ ” e trovo queste parole: “è mio interesse vedere le donne come il legame che tiene insieme la società somala…le donne portano avanti forme di aggregazione che non prevedono l’imposizione della violenza. La giusta forma del dono è un’espressione di queste reti sociali, di questi vincoli che sono forniti principalmente dalle donne”.
Senza pretese di analisi pseudo socio-psico-filoso-politico-antropologiche, per carità, mi è comunque venuto in mente il nostro Post Human Lab e il ruolo delle nostre donne nel creare le reti sociali che lo avvolgono.
L’8 marzo mi sembra una buona scusa per abbracciare le splendide donne del PHL che costruiscono dal nulla meravigliose locande e affrontano le tigri dell’est, che con la stessa grazia salvano vite umane e cambiano pettinatura virtuale, che amabilmente curano i libri di giorno e stirano di notte, che ci raccontano le loro storie di felicità e disagio virtuali e non, ma anche le donne dei nostri compagni di avventura in SL che aspirano tutto l’aspirabile dalle case dei posthumani, che li ascoltano in quanto loro studentesse o che fanno come loro le giornaliste e, molto saggiamente, non entrano mai al PHL!
Auguri a tutte!
Credits: le mimose me le ha offerte Ferdinand, grazie Ferdi!